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Martiri

October 27, 2007

Mi sembrava di ricordare che il martire degli Sciiti si chiamasse Ali. In ogni caso non dobbiamo lasciarci fuorviare dalla terminologia. Il martirio del genero di Mohamed e’ forse un episodio creato ad hoc, espressamente designato come centro e sostegno delle necessita’ martiriologiche e per riverberare un aspetto del culto originario degli ariani dell’Iran e dell’Afghanistan. Sicuramente, in Iran il culto dei martiri e’ molto forte. In una citta’ santa le fontane danno, non acqua, e neanche vino, come a Marino, ma sangue. E poi lo sciita non mori’ come un agnello ma con la spada sguainata. Non c’entra proprio niente con quei degenerati di primi cristiani che si tuffavano con entusiasmo nelle liste di tortura e morte.
Capisco le preoccupazioni terminologiche ma si puo’ rimediare. Da oggi decidiamo che il martire agnello si chiamera’ martirzx, mentre quello combattente si chiamera’ martiryw. A sinistra queste sono cose della massima importanza. La sinistra un tempo era socialista, o comunista, o liberal-democratica. Oggi e’ neo-teologale e dal campo politico si e’ trasferita a quello religioso (che in un certo senso, oggi lo sappiamo, non esiste). Per i sinistri, religiosi e quindi metafisici, la terminologia e’ tutto e tutto e’ terminologia. A questo punto sarebbe da folli andare a sinistra e aspettarsi materialismo, e meno che mai materialismo dialettico. Incidentalmente, visto che una nicchia disertata implora per essere rioccupata, noi destri ci convertiamo alla dialettica. Bei tempi quando sognavamo la mitica patria ariana.
Nel corso delle loro devozioni, i neo-teologali mostrano il commovente desiderio di cooptare i musulmani all’ecumenismo. Da quei metafisici che sono, ignorano il fatto empirico e si concentrano sull’essenza. I fatti sono chiari e incontrovertibili: l’Islam si presento’ al mondo guerreggiando e conquistando tutto quello che c’era da conquistare. Nel corso della storia, ogni popolo convertito traeva nuovo vigore per lanciarsi contro i vicini e mettere su un impero di dimensioni dipendenti dalle contingenze. Oggi i musulmani urlano e strepitano e sono sempre sul piede di guerra santa. To no avail. I neo-teologali, metafisici, adoratori dell’essenza, dispregiatori del fatto empirico, sanno che l’Islam e’ una religione di pace. Ma quale Islam? voi gli chiedete. Ma quello che sta nel Paradiso delle Idee, loro rispondono. In tutto questo giocano un ruolo anche la spocchia e l’arroganza intellettuale dell’occidente. Ma se questi, che sono musulmani e hanno letto il Corano, dicono che sta scritto che dovere di ogni musulmano e’ di combattere, meglio ancora morire combattendo, ma credetegli no?. Ma che ne sapete voi, che vi siete formati sul libretto di catechismo e sulle riflessioni di Loyola.
E inoltre Venus ci ha dato un’informazione falsa e un po’ tendenziosa. Il terrorismo siucida e’ antico almeno quanto il Vecchio della Montagna citato da Marco Polo. Questo vecchio stordiva alcuni ragazzi con l’hashish e li spediva in missione contro i suoi nemici. Il loro nome era hashashin, da cui “assassino”.
La pratica non e’ un’invenzione islamica ma una caratteristica del semitismo. Durante la Guerra Giudaica (allora, lo avete letto Flavio Giuseppe?!?!), alcuni palestinesi ebrei, i Sicari, agivano in maniera indistinguibile dai moderni palestinesi musulmani.
A questo punto direi che sono maturi i tempi per l’annichilimento del termine “religione”. E’ la fede di quelli tra noi che sono dialettici a imporlo. E se anche la religione esistesse, l’Islam non rietrerebbe nel novero, essendo esso un’ideologia politica, tra l’altro affine al comunismo.
Considerate questo. Nel Nuovo Mondo, come quelli che hanno visto Manto Nero e letto La Civilta’ Azteca di George Vaillant sanno bene, la religione era un fatto cruento. Gli iroquesi sacrificavano al loro dio gettando i prigionieri vivi tra le fiamme e gli aztechi praticavno il cannibalismo rituale. In certi sotterranei i sacerdoti aztechi ammazzavano esseri umani a tempo pieno e si inzaccheravano di sangue i lunghi capelli.
Ditemi perche’ l’Islam, che ha orrore del sacrificio umano, detesta la magia e, almeno a chiacchiere, si proclama difensore degli umili, dovrebbe essere intruppato nella categoria delle pratiche iroquesi invece che di quelle comuniste.